Aubade (la caccia)
19 Nov 2005, Pubblicato da RECENSIONI in
Tuffo indietro nel tempo con Aubade della Garofoli
di Daniela Bruna Adami
Dopo tanto classico romantico, la Compagnia di ballo della Fondazione Arena ha presentato una serata sul Novecento, un Trittico che evidenzia quante diverse anime abbia avuto la danza nel secolo appena concluso. Le stesse partiture musicali scelte sono tre grandi diversissimi “classici” della musica del Novecento, Aubade di Poulenc, Pulcinella di Stravinsky, Drowning by numbers di Nyman. Non di repertorio invece le coreografie, tutte originali e appositamente composte per Verona.
(…) Tuffo indietro nel tempo con Aubade, per il quale la direttrice del ballo Maria Grazia Garofoli ha ripreso l’argomento mitologico che fu di Poulenc stesso nello scrivere, all’inizio degli anni Trenta, questa partitura per i Balletti Russi nelle versioni coreografiche della Nijinskaya e di Balanchine (1934), e pochi anni dopo di Serge Lifar, oggi raramente rappresentate.
La stessa musica è diventata un pezzo da concerto e questa di Verona è una preziosa occasione per vederla danzata. La Garofoli ha riecheggiato lo stile dell’epoca, facendone una scena di caccia, protagonista la dea Diana. Metafora della vita, la caccia immaginata dalla Garofoli è piuttosto l’eterno conflittuale rapporto tra uomo e donna, amore e prevaricazione, gioco della conquista erotica tra cacciatori e prede.
Bravi gli interpreti principali con Ghislaine Valeriani nel ruolo della dea e Alessia Gelmetti molto ben valorizzata